martedì 30 luglio 2013
Procedono spediti i lavori in via Amadeo
Continua la corsa contro il tempo degli operai per la ristrutturazione dell'edificio di via Amadeo che ospiterà le alunne della Monforte dall'anno scolastico 2013/14, così come per la preparazione della nuova sede Argonne in via Zanoia.
I lavori, che saranno in gran parte ultimati per l'inizio dell'anno scolastico, procedono a grandi passi con ad ogni piano un cantiere differente.
Il progetto prevede una spiccata sensibilità all'ecosostenibilità grazie ad un sistema geotermico che sfrutta il riscaldamento della falda acquifera della terra.
Un progetto all'avanguardia all'insegna della sicurezza e del futuro che prevede tra le altre cose:
- un completo cablaggio della struttura (con copertura wifi dell'intero edificio);
- lavagne interattive con sistemi di videoproiezione e lavagne tradizionali a seconda delle necessità;
- dotazione di un armadietto personale per ogni alunno, dalla primaria ai licei;
- banchi appositamente ristudiati con una linea ergonomica;
- laboratori per ogni attività ed esigenza didattica;
- una sala multimediale;
- una sala proiezioni;
- nella sede di via Amadeo inoltre sarà a disposizione un teatro da 300 posti per le attività extrascolastiche
Come si dice in questi casi... "stiamo lavorando per voi"!
Sempre connessi, anche in spiaggia? Meglio disintossicarsi!
In vacanza non staccano mai la spina. Succede a un numero sempre più nutrito di connazionali. Grazie agli smartphone, da cui non riescono a separarsi, due italiani su tre, tra 20 e 40 anni, restano connessi ai social network anche sotto l’ombrellone o sui sentieri di montagna, pregiudicando così la possibilità di sfruttare appieno l’efficacia dello stacco estivo.
Lo conferma uno studio dell'università canadese Ryerson University, uscito su Annal of Tourism Research, che rivela che il numero dei vacanzieri "malati" di smartphone è addirittura triplicato negli ultimi anni. Secondo tale ricerca, a casa si passa circa il 25% del proprio tempo su Internet, mentre in vacanza questa percentuale sale al 40. Per controllare il meteo, per prenotare un ristorante per leggere un quotidiano, ma soprattutto per non abbandonare i social network e i propri "amici" connessi. Infatti non è solo la "pura dipendenza" da social network a impedire di interrompere i contatti. Gioca la sua parte anche il timore di non fare più parte del gruppo, che ci dà una sensazione d’identità, di appartenenza, di sicurezza. È come se da soli non sapessimo valutare e apprezzare il nostro vissuto: per avere conferme, abbiamo continuamente bisogno di condividerlo su Fb o Twitter.
Sta diventando dunque un problema. Le nostre giornate durante tutto l'anno sono"intossicate" dalla tecnologia, sfruttandola per lavoro, per giocare, per stare in contatto con gli altri. In vacanza dovremmo provare a cogliere l'opportunità di connetterci con la realtà vera, vivendo più intensamente gli incontri, dedicandoci alla lettura, avvicinandoci alla natura.
Ovviamente oggi è impossibile pensare di vivere senza tecnologia, quanto meno dovremmo pensare a non farci ingabbiare da essa, soprattutto in vacanza dove la mente può venire rigenerata e imparare a cogliere le novità offerte!
Take a break, have a non-social day this summer!
lunedì 29 luglio 2013
Programmazione Estiva
Siete abituati a leggerci lunedì mercoledì e venerdì, è vero ma oggi niente post.
Infatti da questa settimana parte "l'orario estivo" che speriamo sia meno difficoltoso di quello proposto da ATM!
Da questa settimana fino a fine Agosto andremo in onda Martedì e Sabato.
Stay tuned!
venerdì 26 luglio 2013
50 letture per l'estate!
Alessandro D'Avenia, direttamente dal suo blog, ci regala alcuni "tweet-consigli" sulle letture per le vacanze estive.
Non è la mia lista di libri preferiti (anche se alcuni lo sono), ma solo qualche consiglio di lettura per chi è a caccia di titoli. Uno scaffale estivo da cui prendere qualcosa. I consigli sono nati su twitter, per questo i commenti non superano i 140 caratteri. La segnalazione dell’età è puramente indicativa e opinabile. Alcune letture sono indirizzate ai prof.
Buone vacanze e buone letture.
50. #Booktweet: J.Giono, L’uomo che piantava gli alberi. Un brevissimo apologo su chi è l’uomo (consiglio la versione con cortometraggio e voce narrante di Servillo). Universale. 16+
49. #Booktweet: A.Agassi, Open. Biografia di un tennista fortissimo, per colpa del padre. Lacerante. 14+
48. #Booktweet: F.Tuena, Ultimo parallelo. La avventurosa, drammatica, inutile conquista del Polo da parte degli Inglesi nel 1912. Epico. 16+
47. #Booktweet: Rampin-Monduzzi, Come non farsi bocciare a scuola. Consigli a studenti, genitori, insegnanti. Spassoso. 14+
46. #Booktweet: I.McEwan, Bambini nel tempo. E se un padre perdesse sua figlia mentre è al supermercato con lei. Liberatorio. 18+
45. #Booktweet: R.Harris, Imperium. Primo di due romanzi con Cicerone protagonista politico di una Roma assetata di potere. Documentato. 16+
44. #Booktweet: Y.Grevet, Méto. Trilogia poco conosciuta ma sorprendente. Ragazzi in fuga da un’isola deserta, da una scuola tirannica. Distopico. 15+
43. #Booktweet: J.Williams, Stoner. La straordinaria vita di un uomo ordinario e così simile a ciascuno di noi. Umano troppo umano. 18+
42. #Booktweet: J.Ford, Il gusto proibito dello zenzero. Non esistono ghetti, muri, frontiere per un amore vero. Coraggioso. 14+
41. #Booktweet: R.Bradbury, 100 racconti. Fantascienza? No, molto di più. Vero. 16+
40. #Booktweet: R.Buyea, Il maestro nuovo. Per capire i bambini delle elementari e come guardano il mondo. A più voci. Per maestri e genitori. 12+
39. #Booktweet: N.Lecca, La piramide del caffè. La speranza di un orfano che trova lavoro a Londra. Luminoso. 15+
38. #Booktweet: B.Smith, Un albero cresce a Brooklyn. La fragile e forte vita di una bambina in una Brooklyn di primo Novecento. Lirico. 16+
37. #Booktweet: K-S.Shin, Prenditi cura di lei. Quello che non vediamo delle persone che amiamo di più. Materno. 17+
36. #Booktweet: J.Otsuka, Venivamo tutte per mare. Il dolore di una donna è sempre dolore di tutte le donne. Corale. 17+
35. #Booktweet: A.Finkielkraut, Un cuore intelligente. Senza letteratura non si diventa se stessi. Dissetante. Per Prof.
34. #Booktweet: G.Steiner, Vere presenze. Se l’arte non ci cambia la vita la colpa è nostra. Magistrale. Per Prof
33. #Booktweet: C.Melazzini, Insegnare al principe di Danimarca. Docenti in trincea in quartieri apparentemente impossibili. Ruvido. Per Prof
32. #Booktweet: F.Cheng, Cinque meditazioni sulla bellezza. Il mondo lo salverà la bellezza. Giusto per saperlo. Abbagliante. Per Prof
31. #Booktweet: Benasayag – Schmit, L’epoca delle passioni tristi. Perché le risorse creative dei ragazzi sono spente? Necessario. Per Prof
30. #Booktweet: P.K.Dick, Rapporto di minoranza e altri racconti. 5 racconti che hanno ispirato il cinema: da Blade Runner a Matrix. Visionario. 15+
29. #Booktweet: I.Calvino, Le città invisibili. Le città sono donne: da corteggiare, scoprire, amare o temere. Levigato. 17+
28. #Booktweet: J.London, La strada. Diario di un scrittore vagabondo a 15 anni, senza mezzi termini. Polveroso. 17+
27. #Booktweet: C.Pavese, Il mestiere di vivere. La vita interiore di uno scrittore sincero nel suo diario. Essenziale. 17+
26. #Booktweet: P.Salinas, La voce a te dovuta. Quello che c’è da sapere sull’amore, in versi. Luminoso. 16+
25. #Booktweet: L.Tolstoj, La Sonata a Kreutzer. A quale follia può portare la musica. E la gelosia? Tormentoso. 16+
24. #Booktweet: P.Süskind, Il profumo. Il più grande profumiere della storia inventa il profumo dell’Uomo. Inquietante. 16+
23. #Booktweet: L.Perutz, Il cavaliere svedese. Un ladro ruba l’identità a un cavaliere… ad un prezzo altissimo. Magico. 16+
22. #Booktweet: P.Maurensig, La variante di Lüneburg. Può una mossa di scacchi essere questione di vita o di morte? Intrigante. 15+
21. #Booktweet: I.Asimov, Tutti i miei robot. Riscoprire ciò che è umano attraverso ciò che non lo è. Antologico. 15+
20. #Booktweet: J.Giono, L’ussaro sul tetto. Un giovane tra amore, peste e guerra cerca una impossibile salvezza. Incalzante. 16+
19. #Booktweet: Jordi Sierra i Fabra, Kafka e la bambola viaggiatrice. Kafka cantastorie per una bimba in lutto. Inaspettato. 14+
18. #Booktweet: W.Golding, Il Signore delle Mosche. Un gruppo di ragazzi su un’isola si salva dalla guerra. O la comincia. Primordiale.15+
17. #Booktweet: B.Fenoglio, Una questione privata. Un amore possibile o impossibile nella Resistenza. Cavalleresco. 16+
16. #Booktweet: Jung Chang, Cigni selvatici. Storia di tre donne (nonna, madre e figlia) nella Cina del XX secolo. Epico. 17+
15. #Booktweet: A.Gorz, Lettera a D. La lettera d’amore che ogni donna vorrebbe ricevere. Testamentario. 17+
14. #Booktweet: E.Hillesum, Diario. Una donna trasforma il lager nella sua libertà. Curativo. 17+
13. #Booktweet: R.M.Rilke, Lettere a un giovane poeta. Un poeta scrive ad un ragazzo come trovare la propria vocazione. Sussurrato. 16+
12. #Booktweet: E.E.Schmitt, La parte dell’altro. Se Hitler non fosse stato bocciato all’esame dell’Accademia di Belle Arti? Biforcuto. 16+
11. #Booktweet: O.Sacks, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello. Scoprire l’identità attraverso le sue follie. Eccentrico. 17+
10. #Booktweet: C.McCarthy, Sunset Limited. Perché uno che si vuole buttare sotto un treno cambia idea? Folgorante. 17+
9. #Booktweet: F.Kafka, Metamorfosi. Chi non si è sentito uno scarafaggio almeno una volta nella vita? Angosciante. 17+
8. #Booktweet: R.Gary, La vita davanti a sé. La cruda e comica infanzia di un ragazzino figlio di nessuno e di tutti. Agrodolce. 17+
7. #Booktweet: C.Potok, Il mio nome è Asher Lev. E se la tua famiglia si opponesse al tuo talento di artista? Coraggioso. 16+
6. #Booktweet: V.Swarup, Le dodici domande. Un ragazzino ha le risposte giuste perché la sua vita è la risposta. Avventuroso. 14+
5. #Booktweet: C.McCarthy, La strada. Se finisse il mondo, un padre e un figlio si basterebbero? Bruciante. 17+
4. #Booktweet: R.Bradbury, Fahrenheit 451. In un mondo in cui i libri vengono bruciati, gli uomini diventano libri. Profetico. 16+
3. #Booktweet: C.S.Lewis, Le lettere di Berlicche. Quando il diavolo dà consigli su come far dannare un’anima. Luciferino. 16+
2. #Booktweet: F.Dostoevskij, Le notti bianche. Sognare un amore è meno doloroso che viverlo, ma viverlo è un sogno. Sognante. 15+
1. #Booktweet: D.Grossman, Qualcuno con cui correre. Se ci riuscite, provate a stare dietro ai due ragazzi protagonisti. Galoppante. 14+
mercoledì 24 luglio 2013
Milano citta d'arte: estate ad ingresso gratuito in tutti i musei civici
Ottima notizia per milanesi, turisti e transitanti per il capoluogo lombardo.
La città di Milano rivela il suo volto artistico, spesso non evidente a tutti, con “Estate al museo”, da venerdì 19 luglio, fino a domenica 8 settembre 2013, importante iniziativa, nata dalla collaborazione tra il Comune di Milano ed Eni, di promozione e valorizzazione del patrimonio artistico cittadino fondata sul principio della “cultura aperta a tutti”.
Durante i mesi estivi, quindi, milanesi e turisti potranno visitare gratuitamente la rete dei musei civici milanesi: dal Museo del Novecento, al Museo Archeologico, passando per il Museo del Risorgimento, il Museo di Storia naturale, i Musei del Castello Sforzesco (Museo d’Arte antica, Pinacoteca, Museo delle Arti decorative, Museo degli strumenti musicali, Raccolte extraeuropee, Museo egizio, Raccolte archeologiche preistoria e protostoria), che si aggiungono all’Acquario civico, alla Galleria d’Arte Moderna e al Palazzo Morando, già accessibili gratuitamente.
Un’offerta vasta ed interessante insomma, per permettere agli stessi cittadini di riscoprire il potenziale internazionale di una città che non dorme mai, e anche a coloro che si trovano a Milano per altre ragioni, di vederla con occhi nettamente diversi.
“Quest’estate Milano, grazie a Eni, è in grado di offrire gratuitamente tutta l’arte e la bellezza racchiusa nei suoi musei a milanesi, turisti, visitatori italiani e stranieri – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Chi ha già visitato alcune collezioni potrà riscoprire lo straordinario patrimonio artistico comunale e potrà conoscerne altre; per tutti gli altri sarà un’occasione speciale per conoscere quella ‘Milano città d’arte’ che è ancora segreta per molti e che aspetta solo di essere conosciuta e svelata”.
lunedì 22 luglio 2013
Engagement attraverso i social media, social network? Si può, eccome!!
Chiara Pugni, ex studentessa del Faes Monforte alle prese con la tesi di laurea in psicologia del marketing, torna a parlare di social network e social media.
Cosa possono offrire i nuovi media digitali alle aziende che vogliono creare consumer-brand engagement (CBE) in Rete? Come possono essere sfruttati i nuovi media per creare relazioni durature con il consumatore che portino poi a fedeltà ed engagement?
La natura stessa di social media e social network è quella di creare condivisione, interesse, dialogo, interazione e che quindi non c’è media migliore per il brand che vuole cercare di instaurare relazioni stabili con il consumatore. Inoltre le statistiche mostrano che circa il 75 per cento delle persone è propensa a condividere in Rete, con i propri amici, colleghi e familiari, i contenuti che vengono ritenuti in linea con i propri valori e pensieri. Quindi non solo questi strumenti permettono di costruire una relazione stabile per il solo fatto di avere determinate caratteristiche, ma vengono anche molto apprezzati ed usati da tutto il mondo dei consumatori, che conoscendo il valore aggiuntivo di tali media li sfrutta a pieno. L’attività che porta alla nascita di CBE in Rete non è altro che un particolare word-of-mouth (passaparola) alimentato dalla tecnologia offerta dai nuovi media.
Utilizzando i social media in modo efficace dunque il brand potrà aumentare la sua presenza in Rete e creare una comunità sociale ottimale per farsi conoscere nel mercato e stabilire relazioni forti. Essere “social” attraverso Facebook, YouTube, Twitter, Pinterest e altri siti dovrebbe essere parte della strategia di marketing e comunicazione di ogni azienda che davvero vuole essere competitiva nel presente e nel futuro. Per creare una buona strategia però ci vuole bene attenta pianificazione, è necessario creare contenuti coinvolgenti, mantenere il contatto con i vostri destinatari in maniera regolare e costante, capire su quale social network è meglio essere presenti e in che modo. L’aspetto più importante è sicuramente avere la capacità di creare relazioni con le persone e intrattenere conversazioni con esse. La strategia di comunicazione attraverso i social media deve essere necessariamente indirizzata verso la scoperta di informazioni e la condivisione; ogni interazione che si cerca di creare attraverso i social media ha il potenziale per raggiungere molte persone nuove, ecco un altro motivo per cui essere “social” e fare comunicazione “social” è così importante per un’azienda che vuole essere competitiva. I social media, infatti, contribuiscono a diffondere il messaggio, la personalità del brand e attrarre nuovo pubblico, sia attraverso la comunicazione diretta del brand sia attraverso il passaparola fatto dagli altri utenti della Rete in comunicazione tra di loro.
Le conseguenze della presenza in Rete del brand sono quindi enormi, e tutte contribuiscono a far sviluppare il CBE. Utilizzando i social media in modo coerente infatti il brand potrà essere in gradi di mostrare ai clienti la direzione in cui sta andando il brand, che cosa sta facendo e cosa può fare per loro; dare informazioni in merito alle offerte promozionali, che, se verranno condivise dall’utente, aiuteranno il brand ad ottenere ulteriori potenziali acquirenti; fornire un ottimo servizio clienti, ascoltando e rispondendo a ciò che i clienti hanno da dire sul brand e per il brand; la costruzione di una relazione più profonda attraverso la quale i clienti potranno conoscere e supportare l’azienda e quindi costruire CBE.
Cosa possono offrire i nuovi media digitali alle aziende che vogliono creare consumer-brand engagement (CBE) in Rete? Come possono essere sfruttati i nuovi media per creare relazioni durature con il consumatore che portino poi a fedeltà ed engagement?
La natura stessa di social media e social network è quella di creare condivisione, interesse, dialogo, interazione e che quindi non c’è media migliore per il brand che vuole cercare di instaurare relazioni stabili con il consumatore. Inoltre le statistiche mostrano che circa il 75 per cento delle persone è propensa a condividere in Rete, con i propri amici, colleghi e familiari, i contenuti che vengono ritenuti in linea con i propri valori e pensieri. Quindi non solo questi strumenti permettono di costruire una relazione stabile per il solo fatto di avere determinate caratteristiche, ma vengono anche molto apprezzati ed usati da tutto il mondo dei consumatori, che conoscendo il valore aggiuntivo di tali media li sfrutta a pieno. L’attività che porta alla nascita di CBE in Rete non è altro che un particolare word-of-mouth (passaparola) alimentato dalla tecnologia offerta dai nuovi media.
Utilizzando i social media in modo efficace dunque il brand potrà aumentare la sua presenza in Rete e creare una comunità sociale ottimale per farsi conoscere nel mercato e stabilire relazioni forti. Essere “social” attraverso Facebook, YouTube, Twitter, Pinterest e altri siti dovrebbe essere parte della strategia di marketing e comunicazione di ogni azienda che davvero vuole essere competitiva nel presente e nel futuro. Per creare una buona strategia però ci vuole bene attenta pianificazione, è necessario creare contenuti coinvolgenti, mantenere il contatto con i vostri destinatari in maniera regolare e costante, capire su quale social network è meglio essere presenti e in che modo. L’aspetto più importante è sicuramente avere la capacità di creare relazioni con le persone e intrattenere conversazioni con esse. La strategia di comunicazione attraverso i social media deve essere necessariamente indirizzata verso la scoperta di informazioni e la condivisione; ogni interazione che si cerca di creare attraverso i social media ha il potenziale per raggiungere molte persone nuove, ecco un altro motivo per cui essere “social” e fare comunicazione “social” è così importante per un’azienda che vuole essere competitiva. I social media, infatti, contribuiscono a diffondere il messaggio, la personalità del brand e attrarre nuovo pubblico, sia attraverso la comunicazione diretta del brand sia attraverso il passaparola fatto dagli altri utenti della Rete in comunicazione tra di loro.
Le conseguenze della presenza in Rete del brand sono quindi enormi, e tutte contribuiscono a far sviluppare il CBE. Utilizzando i social media in modo coerente infatti il brand potrà essere in gradi di mostrare ai clienti la direzione in cui sta andando il brand, che cosa sta facendo e cosa può fare per loro; dare informazioni in merito alle offerte promozionali, che, se verranno condivise dall’utente, aiuteranno il brand ad ottenere ulteriori potenziali acquirenti; fornire un ottimo servizio clienti, ascoltando e rispondendo a ciò che i clienti hanno da dire sul brand e per il brand; la costruzione di una relazione più profonda attraverso la quale i clienti potranno conoscere e supportare l’azienda e quindi costruire CBE.
venerdì 19 luglio 2013
L'Invalsi 2013 ha superato la prova Facebook e Twitter?
L’11 luglio scorso è stato presentato a Roma il Rapporto Invalsi 2013: come ormai tradizione, l’istituto ha reso noti i risultati dei test che annualmente vengono proposti agli studenti italiani dei diversi cicli scolastici, allo scopo di valutare – con un metro unico sull’intera scala nazionale – i livelli di apprendimento raggiunti. La novità di quest’anno è costituita dalla volontà da parte di Invalsi di indagare attraverso i social network quali opinioni, timori e speranze hanno nutrito gli studenti, le famiglie, gli operatori del settore scolastico verso l’Istituto e verso l’introduzione dei test di valutazione dell’apprendimento. Si tratta di una iniziativa che, oltre a rientrare nel percorso di autovalutazione e accountability che Invalsi ha intrapreso, costituisce un momento di forte sinergia tra la scuola e l’università.
Come Voices from the Blogs (VfB), Wired.it ha indagato le opinioni della Rete in occasione della somministrazione della prova Invalsi agli studenti di terza media, avvenuta il 17 giugno scorso, analizzando circa 38mila testi, provenenti per lo più da Twitter (ma anche dai profili pubblici di Facebook e da blog), postati in tre fasi distinte: nei giorni immediatamente precedenti la prova; nel giorno stesso della prova; nella settimana successiva. Quindi, di Invalsi e su Invalsi in Rete se ne è parlato. E non poco. Il picco, come c’era da attendersi, è avvenuto proprio il 17 giugno.
La distribuzione dei testi postati il giorno dell’esame mostra in particolare come, subito dopo il termine della prova, gli studenti si siano scatenati in commenti, scongiuri e anatemi – nei quali peraltro si erano cimentati anche nei giorni precedenti – che hanno avuto qualche effetto, a quel che sembra, anche sull’umore complessivo degli italiani in quei giorni. Tanto è vero che l’indice iHappy di Twitter-felicità ha cominciato a peggiorare 24 ore prima dell’esame e ha raggiunto un minimo proprio il 17 giugno, riassorbito nelle 48 successive.
Anche se probabilmente gli esami non sono stati il solo movente di questo deterioramento temporaneo della serenità collettiva (il 17 giugno è stato dopotutto anche un giorno particolarmente afoso, e i meteoropatici non mancano di certo in Italia, anche in Rete), gli elementi di turbamento non sono mancati, trasmigrando dalle preoccupazione dei figli ai genitori, o forse, e più spesso, seguendo il percorso inverso.
Ma quali sono i risultati più interessanti che l’analisi dei commenti in rete ha permesso di identificare? Ne indichiamo quia alcuni:
a) i test sono reputati difficili (o molto difficili) dalla stragrande maggioranza dei tweet. Ma, mentre al Nord (e in misura ancora maggiore al Centro) la paura passa subito dopo l’esame, nelle regioni meridionali la percezione di difficoltà permane anche nei discorsi dei giorni successivi all’esame. La ragione? Probabilmente è maggiore – al Sud – il timore che i risultati dei test Invalsi pesino negativamente sul voto finale dell’esame di fine ciclo, impedendo di raggiungere le massime valutazioni. Il parere sembra condiviso anche dal commissario straordinario di Invalsi, Paolo Sestito: “forte è il sospetto che a dar fastidio sia qui il fatto che la prova Invalsi contrasta una prassi, più diffusa a Sud che a Nord, di inflazionamento dei voti degli studenti”. E lo conferma l’opinione, la cui incidenza al Sud e quasi doppia rispetto al Centro-Nord, secondo cui le prove Invalsi sono complessivamente un “danno per lo studente”;
b) ai test Invalsi si copia: lo dichiara una larga maggioranza di messaggi. Ma, ahimè, e paradossalmente, l’informazione non sembra essere particolarmente allarmante: i tweet sembrano suggerire che la prova è concepita dagli studenti come un normale esame, nel quale – rivelando un atteggiamento discutibile sul piano etico ma certamente non nuovo – si cerca di eludere la ferrea regola del gioco. Meno scontato, invece, è che diversi commenti ipotizzino che siano gli stessi insegnanti a lasciarsi andare a qualche aiutino fuori programma.
c) gli studenti si sentono impreparati ai test. Ma qui la differenza tra il giorno dell’esame e la settimana seguente è piuttosto rilevante: una volta sostenuto il test, la percentuale di quanti scoprono di essersi sentiti sufficientemente preparati triplica, a testimoniare che forse – nel sentimento di inadeguatezza – c’era anche molta scaramanzia. Lo nota con sollievo anche Paolo Sestito: “Queste variazioni nei giudizi prima e dopo la prova sono in realtà un dato positivo perché testimoniano l’imprevedibilità della prova – che non è una mera ripetizione di esercizi più e più volte eseguiti a scuola e svolti ormai in maniera mnemonica – ed il fatto che ciò nonostante lo studente capace non vi abbia trovato difficoltà, nonostante l’ansia da impreparazione ex ante diffusamente manifestata”
In questo senso, la distanza percepita dagli studenti tra i contenuti e le modalità del test e le attività che normalmente vengono svolte in classe costituisce un tema su cui rimane lavoro da fare. Ma per capire davvero le emozioni di fronte all’Invalsi degli studenti italiani all’epoca dei social media, nulla di meglio che leggere alcuni tweet postati prima, durante e dopo i test…
Prima del test:
C’è chi si arrabbia: io vado a bruciare il centro Invalsi a Roma”
Chi spera: “ma se scriviamo i quesiti delle prove Invalsi il 17 su Twitter ci aiutiamo?”
E chi si lamenta: “comprensione di inglese: 3 ore. Invalsi di matematica: 75 minuti. Tell me why”
C’è chi si arrabbia: io vado a bruciare il centro Invalsi a Roma”
Chi spera: “ma se scriviamo i quesiti delle prove Invalsi il 17 su Twitter ci aiutiamo?”
E chi si lamenta: “comprensione di inglese: 3 ore. Invalsi di matematica: 75 minuti. Tell me why”
Durante il test:
C’è chi ci prova gusto: “Invalsi di matematica: I’m having fun”
Chi è senza speranze: “Adesso scrivi i calcoli che hai fatto per ottenere i risultati. E cosa ti fa pensare che io abbia fatto i calcoli?”
E chi fa lo spaccone: “I professori che girano tra i banchi. Che trasgressivi, oh”
C’è chi ci prova gusto: “Invalsi di matematica: I’m having fun”
Chi è senza speranze: “Adesso scrivi i calcoli che hai fatto per ottenere i risultati. E cosa ti fa pensare che io abbia fatto i calcoli?”
E chi fa lo spaccone: “I professori che girano tra i banchi. Che trasgressivi, oh”
Dopo il test:
C’è chi si conferma senza speranze: “Un minuto di silenzio per quelli come me che non hanno saputo niente della prova di matematica”
Chi ce l’ha fatta perchè bravo…”ma sono l’unica che è riuscita a fare l’esercizio dei pannelli solari senza problemi?”
…e chi perchè ha copiato: “Davvero credevano di prenderci in giro scambiando l’ordine delle domande?”
e infine non poteva mancare l’innamorato/a: “Io che disegno un cuoricino per caso sulla prima pagina delle invalsi e il prof che mi dice su…”
C’è chi si conferma senza speranze: “Un minuto di silenzio per quelli come me che non hanno saputo niente della prova di matematica”
Chi ce l’ha fatta perchè bravo…”ma sono l’unica che è riuscita a fare l’esercizio dei pannelli solari senza problemi?”
…e chi perchè ha copiato: “Davvero credevano di prenderci in giro scambiando l’ordine delle domande?”
e infine non poteva mancare l’innamorato/a: “Io che disegno un cuoricino per caso sulla prima pagina delle invalsi e il prof che mi dice su…”
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