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mercoledì 27 novembre 2013

Educare al bello attraverso i libri e l'arte

La mente dei bambini fino agli 8 anni circa è una vera e propria spugna. Raccolgono informazioni che serviranno loro nel breve e nel lungo periodo. Allora perché non iniziare fin da piccoli a conoscere le città italiane, la loro storia e soprattutto la loro architettura?
Ci ha pensato Matteo Migliorini che ha infatti prodotto “Attenti a quei due”, la nuova collana di ARCHIVIA dedicata all’architettura per i bambini.
attenti a quei due

Il primo libro è dedicato alla scoperta di Milano e grazie ai testi di Claudia Minnella e alle illustrazioni di Barbara Parini i lettori, insieme ai protagonisti (due bimbi, un alieno, un cane: quattro amici e un ragnetto) visiteranno le città, scoprendone gli angoli più belli e le storie, spesso misteriose o bizzarre, che si celano dietro le famose architetture. Insieme infatti si muoveranno tra gli edifici che hanno reso famosa la città, conosceranno strani personaggi e verranno a conoscenza di tutti quegli aneddoti divertenti e particolari che caratterizzano la storia milanese.


Matteo Migliorini, ideatore del progetto, afferma che “Guardare alle architetture delle città con un punto di vista nuovo e differente è uno dei pensieri alla base di questa nuova serie di libri pensata per i bambini. ATTENTI A QUEI DUE è infatti un libro sulla città vista con gli occhi dei bambini, che spesso colgono dettagli invisibili al mondo degli adulti”.
Per maggiori informazioni: attentiaqueidue@archi-via.it
Per acquistarlo on line: clicca qui

lunedì 25 novembre 2013

Educare al bello, si ma come? Un programma tv serve o danneggia?

Forse qualcuno conosce già Carla Gozzi, la stylist modenese che dal 2008 è uno dei volti di punta di Real Time, insieme ad Enzo Miccio con programmi come ‘Ma come ti vesti’ e ‘Guardaroba perfetto’ .
Proprio per il lancio di questo programma è finita nei guai. Infatti il 9 settembre, su Real Time, è andato in onda il debutto della versione ’Kids & Teen’ di tale show. In tale programma, insieme  alla fidata sarta Enza, Carla riorganizza gli armadi delle concorrenti e dispensa consigli di moda aiutandole a scegliere gli outfit migliori con i capi che vi sono contenuti. In questa versione i clienti sono bambine e teenager, dagli 8 ai 14 anni, che, insieme alle loro mamme, cercano di trovare lo stile.
Roberta Zappalà, blogger, ha lanciato in rete una petizione e chiede il blocco della messa in onda del programma: “Il programma è contrario ad ogni principio volto a tutelare i minori nella loro formazione, informazione, crescita e libertà. E’ privo di utilità sociale e culturale e mette delle bambine sotto i fari di uno studio televisivo e sotto l’occhio vigile di una matrona che col dito puntato ordina loro come sia più appropriato vestirsi e per quali occasioni”. Prosegue la blogger ”Tutto ciò intratterrebbe, inoltre, altrettante bambine, menti facilmente influenzabili costrette a schemi di moda imposti da una società che troppo presto le omologherebbe, in un momento di prematura personalità e coscienza individuale e sociale”,
guardaroba-perfetto-kids-and-teen-real-time
Tale appello è stato rivolto a Laura Carafoli, vicepresidente di Discovery Italia, il network di cui fa parte Real Time. La petizione ha avuto molto riscontri in rete e ha già superato il migliaio di firme. Sul blog di Roberta Zappalà viene riportata anche la replica dei diretti interessati: “Mi chiedo come si possa criticare un programma senza averlo ancora visto e come si possa pensare che ci sia un intento diseducativo – ha detto la Carafoli al Fatto Quotidiano - Accanto alle ragazzine ci saranno sempre le madri e Carla Gozzi non insegnerà loro a diventare delle fashioniste consumiste ma a vestirsi al meglio usando i capi che hanno già nel loro guardaroba. Il modello di riferimento non sarà la velina, ma si insisterà sul fatto che non è necessario omologarsi per avere uno stile interessante”.
E voi cosa ne pensate? Può essere un modo interessante per avvicinare le bambine alla moda, alla scoperta del gusto estetico, capire le loro potenzialità e valorizzare la loro figura, oppure questi compiti sono specifici dei genitori che in maniera naturale aiutano le loro figlie?

mercoledì 2 ottobre 2013

Educare in piazza: "Le Piano Vivant"


Un brillante esempio di marketing unconventional che unisce però agli obiettivi di pubblicità un sottofondo...educativo.
TFO è una emittente canadese che da 25 anni produce e trasmette contenuti educativi e d’intrattenimento in lingua francese, rivolti in particolare ad un pubblico in età scolare. Ha deciso di fare un restiling del brand e, insieme ad un'agenzia di pubblicità, ha mesos in piedo una campagna di awareness di cui il più recente prodotto è l’iniziativa “Le piano vivant / Living Piano“.

Cosa hanno fatto quindi? Beh, hanno creato un’installazione vivente, un ambient umano che è stato realizzato in collaborazione con il Festival d’Opéra de Québec, per creare un pianoforte composto da cantanti lirici. I passanti sono stati invitati a salire e passeggiare sui tasti del pianoforte: azionando ciascuno di essi, uno o più dei cantanti iniziavano ad emettere un suono ben preciso, fino a costruire intere melodie.


(Purtroppo il video è stato rimosso da YouTube, ci spiace non potervi mostrare la spettacolarità dell'evento)