venerdì 15 novembre 2013

Open Day 2013 - il 16 Novembre in via Fossati le scuole Faes vi aspettano per aprirvi le loro scuole!


Ti sei perso l'Open Day delle Scuole FAES di sabato scorso? 
Hai dimenticato di invitare un amico? 
Vuoi venire a vedere un'altra delle fantastiche Scuole FAES? 

Ti aspettiamo 
SABATO 16 NOVEMBRE dalle 9 alle 15 
in via Fossati 2/a 

Prima di decidere se partecipare volete saperne un po' di piu? 
Ecco un video che racconta l' Open Day del 9 novembre. 
E dopo averlo visto sicuramente sarete con noi sabato 16.



mercoledì 13 novembre 2013

Tablet fin da piccoli, si o no?

In un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, martedì 29 Ottobre, Silvia Vegetti Finzi,  psicoterapeuta per i problemi dell'infanzia, della famiglia e della scuola, afferma che "il 38% degli americani sotto i due anni ha già usato iPhone e tablet (la stessa percentuale, due anni fa, era riferita ai piccoli con meno di otto anni). In media trascorrono davanti a vari schermi (tv, computer, iPhone e tablet vari) un?ora sotto i due anni, due ore dai 2 ai 4 e due ore e 20 minuti dai 5 agli 8".
E in Italia come siamo messi? Beh chiunque abbia in casa un bimbo o abbiamo a che fare con bambini si è reso conto che qualcosa sta cambiando. Questi bambini crescono a pane e tablet, hanno i polpastrelli pronti ad allargare immagini sui device multimediali, hanno innata la capacità di capire come funziona internet e il mondo virtuale che ne deriva. Anche in Italia quindi possiamo dire che, anche senza avere dati precisi alla mano, i bimbi sono digitali.




Ma anche in questo caso vale il detto "Il troppo stroppia", e i pediatri affermano che non bisogna esagerare. Soprattutto, aggiungerei, va valutata età e personalità del bambino. 

Voi genitori cosa ne pensate? Tablet si o tablet no? Tablet si ma con moderazione, oppure che ne facciano i bambini l'uso che preferiscono e ai genitori il compito di supervisionare?

Fateci sapere!!




lunedì 11 novembre 2013

MunLab: uno spazio vuoto proteso all'azione creativa

Crediamo nel valore della famiglia e pensiamo che il tempo che i genitori passano insieme ai figli sia di valore, e che porti positività ai genitori e ai figli stessi! 
Per questo vi presentiamo Munlab, un centro permanente a Milano che vi da la possibilità di divertirvi e passare del tempo insieme a vostro figlio sviluppando allo stesso tempo creatività e pensiero progettuale. 
Munlab nasce con l’obiettivo di far conoscere e sperimentare il Metodo Bruno Munari®; nel nome è racchiusa l’essenza del suo essere: Mun sta per Munari e Lab è lo strumento essenziale del metodo, i laboratori creativi per bambini e adulti.

Dal gennaio 2008, in via Sardegna, i bambini possono giocare con i laboratori polisensoriali, ci sono anche possibilità per le scuole e per i privati.
Il nuovo spazio creativo milanese continua la tradizione di lavoratori Bruno Munari in città e ne arricchisce la rete, già attiva in vari luoghi d'Italia e all'estero: Faenza, Prato, Cantù, Tokyo e Gerusalemme.





Per approfondire e per scoprire di più quali sono le attività di questo centro vi rimandiamo al loro sito, dove troverete informazioni su Munlab e sulle sue attività. 

MunLab, via Sardegna, 55 –  20146 Milano
Come raggiungerlo: mezzi ATM 67 – 91; metro linea rossa, fermata Wagner.
Cell.: 349.4090160
Mail:  info@munlab.it

venerdì 8 novembre 2013

I lavori che nessuno vuole fare...forse perchè le scuole non preparano adeguatamente?

Si parla sempre di crisi, ma forse non si sa che ci sono lavori che in realtà crisi non ne hanno. O per lo meno non come la intendiamo noi. Più che altro vanno al contrario: si cerca tanto personale ma effettivamente ci sono poche persone che vogliono fare tali lavori.
E non si tratta solo di lavori da artigiano, ma anche tanti altri più comuni, come il farmacista e il contabile.

Nel blog GravitàZero trovate un'analisi approfondita e dettagliata di questo problema.

Quale sarà il problema?  Troppo lavoro e poca retribuzione? Lavori più particolari e difficili che nessuno ha il coraggio di intraprendere? Oppure le scuole non preparano adeguatamente gli studenti a queste occupazioni? 

Cosa potrebbero fare le istituzioni scolastiche per evitare che questo fenomeno si allarghi sempre più?




mercoledì 6 novembre 2013

Scuole digitalizzate: ma chi insegna agli insegnanti?






Abbiamo parlato di università online e della crescita imminente che tali strutture stanno avendo negli ultimi anni; della rapidità con cui le scuole diventano sempre più tecnologiche e 2.0.

Ma a chi spetta il compito di istruire i docenti in maniera tale da riuscire a gestire questi cambiamenti e insegnare sempre meglio come utilizzare gli strumenti web?

Beppe Severnigni ha detto la sua all’interno della sua rubrica Italians sul Corriere della Sera. Rispondendo ad una domanda in merito a come far decollare la scuola digitale, ha affermato che tale compito spetta agli insegnanti, debitamente istruiti però. E proprio tale istruzione può essere garantita grazie agli stessi studenti che, conoscendo gli strumenti, aiutano i docenti a capire meglio come utilizzarli e sfruttarli al meglio.

A questa affermazione è stata rivolta una critica da parte di un docente stesso, che invece scrive sul suo blog personale, che non è per nulla d'accordo con lo scrittore per il semplice motivo che "La familiarità col mezzo non vuol dire competenza".

Alessandro Bencivenni, 33 anni, toscano, docente di ruolo della Scuola Secondaria, è il professore che ha fatto tale obiezione, e prosegue sul blog spiegando perchè non è d'accordo con Severnigni e spiegando quindi il suo punto di vista.







"Qualche giorno fa è uscito un articolo sul Corriere delle Comunicazioni che ho subito condiviso, con un titolo che lascia poco spazio ad interpretazioni: Carrozza: “La scuola digitale non sarà di Stato”. Roba da far prendere un colpo ai più deboli di cuore, che nel Digitale ci credono e da tanto, oppure una semplice conferma per quelli che avevano intuito da un pezzo che alla fine tutto si sarebbe risolto con un “Signori, i soldi sono finiti, andate pure a cercarli altrove”. Certo, il Ministro parla di “ dotare le scuole di un fondo” per gli acquisti tecnologici, e quindi non solo di ricorrere a sponsorizzazioni private, tuttavia, se tanto mi dà tanto, sono abbastanza sicuro che saranno davvero pochi spiccioli.
Alla luce di tutto questo, con i soldi per le infrastrutture che non ci sono, è ancora realistico sperare che il MIUR investa in una massiccia ed efficace formazione in tema Scuola Digitale su scala nazionale? Sperare, fortunatamente, non costa niente, ma forse è necessario correre ai ripari e cercare delle soluzioni alternative.
La prima, indispensabile anche nel caso di un’azione da parte del Ministero, è quella dell’auto-aggiornamento: createvi quello che gli anglosassoni chiamano un PLN, ovvero un personal learning network, una rete di persone, associazioni ed enti che, attraverso Internet e grazie allo scambio di idee ed esperienze vi mette in condizione di apprendere qualcosa che non sapevate. ProfDigitale.com potrebbe far parte del vostro PLN, ma anche tanti account presenti su Twitter (date un’occhiata a quelli che seguo io), gruppi su Facebook comeInsegnanti 2.0, e numerosi siti internet nazionali o internazionali. Vi posso assicurare che in questo modo avrete in poche ore una dose di input che mai nessun corso d’aggiornamento potrà darvi. Ovviamente ci si deve rimboccare le maniche, avere sete di conoscenza e voglia d’imparare, ma sono sicuro che, nonostante tutte le avversità, nel corpo docente sono ancora in tanti ad averne.
E se un domani dovessero spuntare i soldi per fare formazione in maniera più “classica”? Per favore Ministro, le rivolgo un appello accorato, non mettiamo in mano questi corsi a persone che l’ultima volta che hanno visto un’aula di scuola è stato per  il loro orale della Maturità;faccia in modo che siano gli insegnanti a formare gli insegnanti, perché solo questi ultimi sanno cosa serve all’interno di una classe, e cosa veramente si può fare con i ragazzi. Ci sono colleghi che non hanno niente da invidiare agli esperti delle università e che conoscono nel dettaglio sia le nostre esigenze, sia qual è lo stato dell’arte dell’education technology. Lasci che siano loro a formare chi dovrà mettere in pratica davvero la Scuola Digitale del futuro."
Dopo avere letto il quadro generale di tale discorso...secondo voi chi deve allora istruire i docenti? Sono gli studenti che devono aiutare e passare dall'altro lato della cattedra o è lo Stato che deve predisporre di esperti del settore per informare come si deve, o sono altri attori ancora che possono riuscire in questo compito?



lunedì 4 novembre 2013

OPEN DAY Save the Date: Sabato 9 e 16 Novembre 2013

Perché venire agli Open Day? 
Ve lo spiegano i protagonisti delle nostre scuole!




Open Day scuole FAES
Aurora, Argonne, Monforte
9 novembre - via Amadeo 11, orario 9-15
16 Novembre - via Fossati 2/A, orario 9-15

venerdì 1 novembre 2013

Anche lo sport diventa social, con Sportboom!

Le scuole Faes vogliono promuovere uno stile di vita che faccia crescere i ragazzi non solo intelligenti ma anche curiosi e desiderosi di intraprendere nuove avventure. Lo sport è molto importante per raggiungere questo obiettivo. Ecco perchè oggi vogliamo farvi conoscere questa iniziativa fantastica e che riesce a coniugare diversi aspetti che sono essenziali per la crescita dei ragazzi!



SPORTBOOM! Ovvero il primo servizio online per cercare e acquistare le migliori offerte legate al mondo dello sport anche con il proprio gruppo di amici. Conta già 100.000 visite al mese e dispone un database di oltre 20.000 strutture sportive censite. Su un’unica piattaforma, è possibile cercare, scegliere e acquistare l’attività sportiva preferita, scegliendo tra più di 400 offerte per oltre 100 sport diversi e 200 strutture sportive su tutto il territorio italianoSuSportboom.it è possibile trovare proposte per avventure estreme come il parapendio, il rafting o il driving racing, corsi per adulti e bambini che vanno dalla zumba alla boxe fino al tennis e, ancora, sport e attività perfette per l’estate come il kite surf, hydrospeed o beach volley. Sono disponibili su tutto il territorio nazionale, abbonamenti, pacchetti e attività a prezzi scontati soprattutto per chi vuole praticare sport con gli amici. Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta, l’unico requisito è la passione per lo sport.


Con Sportboom.it è possibile trovare l’attività, il corso o l’abbonamento più adatto ai propri gusti o attitudini, basta andare su www.sportboom.it e iniziare la ricerca. Una volta individuata l’offerta, si procede alla registrazione al sito, anche tramite account Facebook, per acquistare direttamente online e iniziare a vivere un’esperienza coinvolgente e divertente.
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Una modalità carina e divertente di conoscere nuovi sport, darsi da fare per trovare la soluzione migliore, fare amicizia con nuove persone, e via dicendo!
Che ne pensate? Sport per tutti?!