mercoledì 12 giugno 2013

Incontro con Costanza Miriano a Lodi (prima parte)


"Due povertà che si donano. Questo vuol dire amarsi". Inizia così la chiacchierata con Costanza Miriano, aspirante casalinga (come ama definirsi), giornalista e scrittrice, nonchè mamma e moglie, di cui oggi vi proponiamo la prima parte

Costanza ci parla di cosa vuol dire per lei l'amore, di come spesso le donne stiano a guardare cosa manca loro per sentirsi davvero realizzate, "perchè non sempre la vita di coppia finisce come nei film, col bacio finale".

C'è qualche scorciatoia per fare meno fatica ad essere felici?
Il mio trucco preferito è fare come se tutto fosse perfetto. Come se non ci fossero state discussioni o delusioni che inevitabilmente ci sono nei rapporti.
Il mio riferimento in questo è il comportamento di Pollyanna, un ricordo di quando guardavamo i cartoni animati: anche quando tutto va storto trovava sempre il lato positivo.

Marito o figli? Chi viene prima?
Sicuramente il marito. Anche perchè è nel matrimonio che si realizza la nostra vocazione. L'amore per i figli è istintivo, c'è meno da lavorare giorno dopo giorno perchè è naturale. C'è invece da lavorare per non trascurare il nostro compagno, ed anche per i nostri figli è importantissimo vedere la complicità che esiste tra i genitori. E' rassicurante per loro vedere che si è una cosa sola.

Cosa diresti ad un'amica che nel momento della nascita del primo figlio trascura il proprio marito?
Quando nasce un figlio, a maggior ragione il primo, noi donne è come se fossimo investite da uno tsunami. Trovo che ci siano "molte regole comuni"che andrebbero condannate perchè a lungo andare potrebbero alterare l'equilibrio della coppia. Mi viene in mente la mamma che si siede nel sedile posteriore dell'auto quando il bambino è nel passeggino, oppure portare il piccolo nel lettone in mezzo a mamma e papà.
Le donne tendono a "mammizzarsi" completamente: nei primissimi giorni è inevitabile ma poi "bisogna ricominciare a vivere". Alle mie amiche dico sempre che si hanno 15 giorni per non truccarsi ma poi le tutone devono sparire... bisogna avere cura di certe piccole cose, è un dovere morale per una sposa curarsi per il proprio marito.

Il tuo blog ha circa 2 anni, 2 milioni e mezzo di contatti e 700 articoli... come mai hai così tanto successo?
Pur non essendo un'esperta di social network (non li padroneggio, se ne occupa mio marito) ritengo che siano molto utili a patto di non abusarne perchè fanno perdere molto tempo. Se usati col giusto equilibrio offrono solo grandi possibilità. Ad esempio col mio blog si è creata anche una comunità, nuovi amici che frequento non solo "virtualmente" ma anche in carne ed ossa. Ma d'altronde le possibilità che questi nuovi mezzi offrono sono davvero infinite, basti vedere come influiscano anche nella politica.
Personalmente non approvo però che il Papa abbia un account Twitter, perchè ritengo che ognuno di noi non si debba snaturalizzare, però ripeto fare gruppo sui social network resta una grande opportunità.


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