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lunedì 3 dicembre 2012

Educazione omogenea...e vip!


Continuiamo con l'omogeneità..
Settimana scorsa abbiamo raccontato perchè singlesex è meglio,(vi ricordiamo sempre di andare a leggere anche gli articoli raccolti nella pagina "Il perché dell'omogeneità")  

ora vi sveliamo che single sex è anche..famoso!

Lo sapevate che hanno frequentato scuole omogenee…

- I principi Henry e William



- Gli attori Daniel Radcliffe (Harry Potter)  
e Sam Neill  








- Le attrici Andy MacDowell, Reese Whiterspoon, Selena Gomez, 






        
Gwyneth Paltrow, Cate Blanchett, Alexis Bledel (Una mamma per amica), 



- L’ex Segretario di Stato degli Stati Uniti Condoleezza Rice e il nuovo Ceo di Yahoo (famosa per essere stata assunta per coprire questo ruolo a soli 37 anni e in stato di gravidanza nonché per essere stata la prima ingegnere donna assunta da Google) Marissa Ann Mayer, entrambe alumnae di The Willows Academy (Chicago) scuola omologa Faes, come la già menzionata Selena Gomez .



 




e molti di più come si scopre in questa pagina del  sito della Foundation for Education reform e accountability di New York, che ricorda personaggi molto noti come

  • Hillary Clinton
  • Geraldine Ferraro
  • Jane Fonda
  • Al Gore
  • Sigourney Weaver
  • John McCain
  • John Kerry
  • Nancy Pelosi
  • Andrew Cuomo
  • John F. Kennedy
  • Edward Kennedy
  • Madeleine Albright

Di recente poi IoDonna ha pubblicato un servizio a firma Candida Morvillo contenente una breve intervista a Emma Winter, moglie di Andrea Agnelli, che ha dichiarato "ho studiato in una scuola femminile e mi hanno insegnato che, come donna, devo darmi da fare per dimostrare che sono capace".


Infine segnaliamo questo articolo apparso da poco sul sito del CorSera riguardante i condizionamenti che le donne subiscono nella vita, che contiene una interessante affermazione tratta da uno studio dell'Università Bocconi.



Analizzando il National Pupils Database britannico – una sorta di registro degli alunni iscritti in scuole pubbliche del Regno – Favara ha individuato il momento critico del condizionamento: le differenze di genere entrano in gioco a partire dai 14 anni (la scelta dell’università si fa tra i 16 e i 18) e incidono più pesantemente sulle ragazze che sui ragazzi.
Un modello economico che integra identità di genere e scelte educative spiega che sull’orientamento pesa, più della prospettiva di guadagno, un fattore non pecuniario: la fedeltà all’identità di genere, l’adesione a un’immagine di sé gratificante perché conforme alle norme sociali del gruppo di riferimento.
L’effetto è attenuato nelle scuole per sole ragazze: a partire da qui, la scelta della facoltà è meno condizionata. Una conferma dell’influenza del fattore ambiente. E del fatto che, sottratte al confronto diretto con l’altro sesso, le ragazze si sentono più libere di determinare il proprio futuro. Le politiche di promozione della parità di genere – conclude l’autrice –  dovrebbero creare ambienti più favorevoli all’esercizio di una libera scelta.






mercoledì 28 novembre 2012

Educazione omogenea, questa sconosciuta

Educazione omogenea:
di che cosa stiamo parlando?

Noi del Faes crediamo molto all'educazione omogenea, tanto da averla resa una delle basi delle nostre scuole. Ma cos'è davvero, in cosa consiste? 
Vi offriamo oggi un post sintetico, corredato da un video interessante, per riassumere le peculiarità, i vantaggi e alcuni numeri sull'argomento. Vi rimandiamo alla pagina di questo blog interamente dedicata al tema dell'omogeneità per ulteriori chiarimenti e approfondimenti, ci troverete infatti articoli di testate giornalistiche, riviste e altri documenti di professionisti che spiegano perché single-sex è meglio.

L’omogeneità è una realtà a livello mondiale e un trend in crescita per la rivalutata e ritrovata efficacia insita in questo modello.

Una scuola con alunni dello stesso sesso, costituisce una scelta educativa moderna ed efficace, basata su solide basi pedagogiche ed antropologiche.

L’approfondimento dello studio in un contesto progettato per tenere conto delle caratteristiche fondamentali dell’essere uomo o donna, facilita l’apprendimento a tutto tondo e contribuisce a sviluppare la personalità dell’alunno.

Il rapporto con un insegnante dello stesso sesso favorisce un clima di maggiore comprensione e una facilitazione nell’apprendimento.

La condivisione di attività “fisiche” e intellettuali coerenti facilita l’affiatamento fra compagni di scuola, la collaborazione, la stima e l’amicizia.

In un mondo in cui i contatti tra ragazzi e ragazze sono ormai facili e frequenti in ogni ambiente, la scelta di valorizzare le differenze all’interno del processo di apprendimento, in scuole omogenee rappresenta un reale vantaggio per gli alunni che le frequentano.

Il successo di queste scuole nel mondo e i risultati ottenuti lo dimostrano.





Per rendere l’idea, ecco alcuni numeri interessanti:

Da una ricerca Easse (Asociaciòn europea de centros de educaciòn – www.easse.org)

-      Oltre 210.000 scuole nel mondo
-      Oltre 40 milioni di alunni

Scuole omogenee per nazione:

1092 in Gran Bretagna (di cui 416 statali)

1479 in Australia (di cui 139 statali)

1890 negli USA (di cui 450 dal 2002)

121 in Nuova Zelanda (di cui 98 statali)

180 in Germania  

238 in Francia

402 in Giappone


lunedì 1 ottobre 2012

La Metodologia di Studio: Marcello Bramati e Francesco Tomatis ci raccontano cos'è e a cosa serve



Anche quest'anno le scuole Faes di Milano offrono agli studenti di quinta primaria (elementare) e terza secondaria (media) la possibilità di partecipare ad un corso di metodologia dello studio per affrontare l'ultimo anno del loro grado di studi e la nuova avventura con strumenti adeguati.
Ma perché questi corsi sono così importanti? 


Lo abbiamo chiesto al prof. Marcello Bramati,che è uno dei due organizzatori dell'evento, e a Francesco Tomatis, studente di prima liceo presso la scuola Argonne, che lo scorso anno ha preso parte al corso rivolto agli studenti di terza media. Qui sotto trovate i loro punti di vista e perché consigliano di partecipare ai corsi del 20 ottobre




La sessione autunno 2012 è prevista per sabato 20 ottobre presso la scuola Monforte, via Zanoia angolo via Ponzio. 


Ecco qui i due video, 
sotto trovate poi il testo dell'intervista con il prof. Bramati










Intervista con il prof. Marcello Bramati

Che cosa è la metodologia di studio?
La Metodologia di Studio (MdS) è una disciplina che dovrebbe essere disciolta nelle ore di spiegazione e negli anni di scuola che si susseguono nella carriera dello studente. Ciononostante, soprattutto in questi ultimi anni, risulta necessario presentare ai ragazzi e ai genitori, quando possibile, la MdStudio in maniera differente, al di fuori delle diverse materie, per mostrarne l'efficacia. MdStudio è affrontare bene la settimana, migliorare la qualità del proprio lavoro, saperne gestire la mole. Serve in quinta elementare così come serve in quarta superiore e, dopo la scuola, nella vita di ogni giorno.

Perché è utile dedicare del tempo alla metodologia di studio?
Il MdS è un approccio mentale: avere in casa un elettrodomestico e usarlo alla buona è un conto, riuscire a sfruttarne le potenzialità in maniera soddisfacente è un altro. Per farlo, bisogna leggerne il libretto, dedicare del tempo a comprenderne le funzioni: studiarlo insomma. La scuola deve farsi carico di insegnare le tecniche necessarie per applicare lo studio alla vita, cominciando dalle materie scolastiche negli anni curricolari (attenzione, la scuola deve anche proporre questo modo di intendere l'impegno quotidiano come vincente!).

Quali sono i vantaggi che un alunno può trarre dall'avere un metodo di studio?
Il MdS elimina i tempi morti e separa distintamente il momento dello studio da quello del divertimento: si guadagna tempo, si gioca con la coscienza a posto, si affina la concentrazione. E non si studia dopo cena!

In che cosa consiste il corso che offrite agli studenti di Milano?
Il corso è teorico e pratico, rivolto ad alunni e genitori insieme e poi in sessioni separate: coinvolge i diretti interessati e li mette dinanzi ai propri doveri e alle diverse opportunità, senza fronzoli.

Ma non sarà mica noioso questo corso?
Se MdS fosse noioso non lo farei, personalmente! E' utile, interessante e dice cose vere, per dirla più o meno con Manzoni.

Ma poi oggi è davvero così importante studiare?
E' così importante fare una gita in montagna con la famiglia o con gli amici? E partecipare alla Stramilano portandola a termine? E guardare una partita sapendo di tifare per la squadra nettamente più debole? No, però è bellissimo; anzi più è faticoso più sarà memorabile, indimenticabile. Studiare è impegnativo, ma ne vale la pena. Provare per credere.



La Scuola Faes Monforte 
organizza
un breve corso di metodo di studio

PER GLI STUDENTI DELLE CLASSI
QUINTA PRIMARIA
sabato 20 ottobre ore 9.30-11.30
scuola Monforte, via Zanoia (ang. via Ponzio)

Titolo:
A studiare s’impara! Come gettare le fondamenta per i prossimi otto anni di scuola.

ore 9:30
Alunni e genitori:
L’uso del tempo, lo stare in classe e l’ascolto di un maestro

ore 10:30
Alunni:
La matematica è un problema? E’ solo una questione di metodo

ore 10:30
Genitori:
Il primo passo alla conquista dell’autonomia verso la scuola secondaria di I grado 


PER GLI STUDENTI DELLE CLASSI
TERZA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
sabato 20 ottobre ore 10.30-12.30
scuola Monforte, via Zanoia (ang. via Ponzio)

Titolo:
L’esame! E adesso?! Strategie possibili per mettere a frutto gli ultimi mesi in vista dell’esame e della scuola superiore.

Alunni e genitori 
Strategie si studio per la prova orale nelle discipline scientifiche

Alunni
Mettersi alla prova con l’italiano: la logica sottesa nel test INVALSI.

Genitori 
La preparazione all’esame di III secondaria di I grado: un ponte verso la scuola superiore.



Referenti:
prof.ssa Marta Bellini (monforte@faesmilano.it)
prof.  Marcello Bramati(argonne@faesmilano.it)

rimborso spese: € 20,00



mercoledì 19 settembre 2012

III Congresso Internazionale sull'educazione omogenea




Continuano a mostrare la loro forza innovativa e la loro efficacia le scuole omogenee o single-sex: lo conferma il prossimo III CONGRESSO INTERNAZIONALE  il cui titolo “Panorama attuale dell’educazione omogenea in Colombia e nel mondo”. A Bucaramanga in Colombia i prossimi 20 e 21 settembre avrà luogo un  convegno aperto ai professionisti dell’educazione e ai genitori, organizzata dalla Asociación Latinoamericana de Centros de Educación Diferenciada (ALCED).  L'obiettivo del convegno sarà quello di riflettere sulle nuove ricerche, in merito all’educazione differenziata, che possono aiutare a fornire nuove intuizioni sulle caratteristiche specifiche di apprendimento nei bambini.
Saranno presenti ospiti e relatori internazionali esperti di questi temi. Tra questi anche la scrittrice argentina Elisabeth Vierheller, e proprio il suo volume “Nuevo paradigma escolar, Edcaciòn Single-Sex o Diferenciada” verrà presentato durante il congresso.
Per saperne di più potete andare sulla pagina Facebook del convegno, o sul sito.


martedì 19 giugno 2012

Il perché delle scuole omogenee


SCUOLE SINGLE SEX: PERCHÉ?

Ripresentiamo anche nel nostro blog l'articolo apparso originariamente su Zenit.org lo scorso 16 giugno.


PER UNA SCUOLA A MISURA DI FAMIGLIA
Una proposta che fa molto discutere

di Fabio Trevisan
ROMA, sabato, 16 giugno 2012 (ZENIT.org).- Si fa un gran parlare (giustamente) dell’ “emergenza educativa” e del ruolo centrale ed insostituibile nell’educazione dei figli da parte dei genitori. La famiglia, pur riconosciuta dal punto di vista legislativo, rimane però sovente al di fuori dell’orizzonte politico ed economico e si ritrova a combattere, quale insopprimibile cellula fondamentale della società, contro ostacoli e pregiudizi ideologici che la relegano, di fatto, ai margini delle politiche sociali. In questa drammatica ed innaturale situazione, acuita da altri deteriori e spesso alternativi “agenti educativi”, diventa assai impegnativa la libera scelta educativa per una scuola a misura di famiglia.

Cosa significa una scuola a misura di famiglia?

Vuol dire una scuola che ponga, con la dottrina sociale della Chiesa, al centro la verità e la tutela della persona ed il ruolo inalienabile della famiglia quale primario e necessario corpo intermedio.

Con questa analisi, suffragata da numerosi studi scientifici, si vogliono sottolineare i vantaggi di una formazione differenziata e le peculiarità di un’educazione personalizzata, come la potrebbe offrire, ad esempio, una scuola single-sex. In questo senso bisognerebbe confrontare in modo serio e rigoroso i risultati ottenuti dagli allievi di scuole miste (maschi e femmine) e quelli di scuole differenziate o single-sex (soli maschi o sole femmine).

Per fare questo basilare e onesto confronto occorrerebbe sbarazzarsi in fretta di quel corrosivo abito ideologico che ha permesso, attraverso la rivoluzione sessuale e dei costumi del 1968, la diffusione generalizzata e scientificamente poco riflessiva delle scuole miste.

Nella realtà, la cosiddetta emancipazione della donna e l’allargamento delle “pari opportunità”, auspicato anche attraverso la coeducazione, non ha prodotto buoni risultati, in quanto le aspettative per coltivare le specifiche differenze maschili e femminili sono state disattese proprio (riferendosi alla scuola) all’interno delle scuole miste. Si è coltivata l’idea che la scuola mista potesse essere l’unico modello educativo valido; non si è valutato, in libertà e verità, come la scuola differenziata potesse costituire una autentica risorsa per il bene comune della società e della istituzione familiare.

Non solo, si è voluto imporre un modello di scuola illiberale proprio perché non si è accolto in pienezza il pluralismo benefico dei modelli educativi. Non si ha nulla, di per sé, contro le scuole miste; si vorrebbe solamente produrre uno stimolante confronto con altre iniziative educative per poter dare la possibilità agli alunni e alle famiglie di poter scegliere. Da numerosi studi effettuati in alcuni Stati (Gran Bretagna, Francia, Germania, Australia, Stati Uniti) si evince in modo chiaro quanto qualitativamente migliore sia l’apprendimento nelle scuole omogenee rispetto a quelle miste, tanto da far decidere ad alcune significative Nazioni (ancora Gran Bretagna, Germania, Australia, USA, ma anche Svezia ed Austria) di indicare a modello educativo la scuola differenziata per genere.

Ad esempio, alcuni anni fa, uno studio scientificamente accurato realizzato dall’Istituto Pedagogico di Kiel in Germania, aveva dimostrato il miglioramento dei risultati scolastici nelle classi single-sex, tanto da far considerare, da parte di un crescente numero di docenti, pedagogisti e politici tedeschi, che l’insegnamento misto sia stato uno dei più deleteri errori pedagogici. Clamorosa in tal senso la posizione di una Deputata tedesca socialista, Heidi Simonis, famosa femminista, che così affermava: “Dobbiamo disfarci definitivamente del pregiudizio che le ragazze abbiano bisogno di seguire le lezioni insieme ai ragazzi per non trovarsi svantaggiate nel lavoro professionale.

Questo è totalmente falso, come lo è l’affermazione che ragazzi e ragazze imparino a conoscersi meglio stando insieme a scuola”. Beata sincerità! Persino Der Spiegel , giornale di area socialista, si chiedeva in prima pagina qualche anno fa, all’indomani di studi ed inchieste approntate nelle scuole, che: “Costituisce un errore storico l’insegnamento scolastico congiunto di ragazzi e ragazze?”.

Tale importante domanda, posta (rammentiamolo) da un giornale non cattolico, non è stata adeguatamente presa in considerazione e messa, come si sarebbe dovuto, al centro di un significativo e improrogabile dibattito sull’emergenza educativa e sulla possibilità di scelta di un libero modello scolastico.

Anche in Gran Bretagna un rilevante studio condotto dalla International Organisation for the Development of Freedom Education (OIDEL) ha posto in rilevo l’eccellenza del modello educativo e del coinvolgimento degli alunni e delle famiglie nelle scuole differenziate. Pure in Francia si è seriamente iniziato a mettere in discussione la coeducazione nelle classi miste, soprattutto dopo la pubblicazione di un libro (“Les Piéges de la mixité scolaire”) del sociologo Michel Fize, nel quale è sostenuta la tesi critica che indica nella coeducazione la mancata assicurazione dell’uguaglianza delle opportunità reali.

Negli Stati Uniti è ben noto che l’Amministrazione Bush nel 2002 derogò alla coeducazione obbligatoria imposta dalla cosiddetta “Legge1972”(approvata dall’allora presidenza Nixon), autorizzando l’apertura delle scuole pubbliche differenziate (Same school sex).

Persino Hillary Clinton, tra i Democratici, è un’ardente e pubblica sostenitrice dei vantaggi della separazione dei sessi nella scuola. In Italia il FAES (Associazione Famiglia e Scuola) è impegnato da molti anni in questa battaglia a favore della libera scelta educativa, in appoggio alle famiglie ed ai ragazzi, avendo scelto di proporre l’educazione omogenea, non senza innumerevoli sforzi, quale modello per la maturazione organica degli allievi. Si potrebbero citare molti altri studi che, da più parti, sostengono in modo convincente la scuola differenziata o omogenea; occorre però ribadire che il punto di partenza sta nel prendere sinceramente atto, contro ogni falso ed ideologico egualitarismo, che uomini e donne sono naturalmente diversi.

Sono diversi fin dalla nascita, con ritmi diversi di apprendimento e di maturazione personale. Sono diversi come sensibilità, come reazione agli stimoli, come modi distinti di percepire e di vivere il reale. Dinanzi alla diversità innata nulla può l’ottusità dei pregiudizi; dinanzi agli studi scientifici che attestano la diversità (nobile) ad esempio dell’intima struttura cerebrale, nulla può lo strepito irrazionale e banale.

Innumerevoli studi di psicologia evolutiva, neurologia, genetica mostrano quanto le differenze tra maschi e femmine non siano create dalla società, ma appartengono alla natura umana, cioè siano innate.

L’Università di New York, dopo anni di sperimentazione, ha dimostrato che già fin da piccoli, addirittura i neonati con 24 ore di vita, reagiscono in modo diverso al pianto di altri bimbi, secondo che siano maschi o femmine. Altri seri e rigorosi studi ed analisi scientifiche hanno potuto asserire, contro la cultura del gender, che uomini e donne si nasce e che uomini e donne sono diversi. Anche il processo di maturazione è diverso nelle femmine rispetto ai maschi; questo depone ancor più a favore dell’opzione scuola single-sex.

In una relazione pubblicata nel 2004, la parlamentare svedese Chris Heister, presidente fella Commissione per lo Studio dell’Educazione, sosteneva che il fallimento del sistema educativo era dovuto alla scarsa considerazione della reale differenza tra i due sessi, raccomandando così l’insegnamento differenziato per maschi e femmine.

Laddove l’opzione del modello educativo è davvero libera e non pilotata ideologicamente, la scelta è espressamente orientata alla scuola omogenea. Ad esempio, nello stato australiano del Nuovo Galles del Sud, il più popolato Stato australiano, le domande di iscrizione alle scuole single-sex sono aumentate in modo vertiginoso.

Risulta evidente che la sana passione per l’apprendimento è alimentata laddove i contenuti educativi considerino le preferenze naturali e oggettive. Maschi e femmine hanno bisogno di tempi e spazi diversi poiché lo sviluppo naturale, biologico e psichico, avviene in modo diverso.

A nulla valgono le pretestuose considerazioni che avallerebbero le scuole miste quale supporto all’equilibrio emotivo dei ragazzi; al contrario, l’anticipata convivenza coeducativa nella scuola non migliorano affatto le capacità relazionali e l’equilibrio emotivo. Proprio perché viviamo in una società estremamente “erotizzata” è quanto mai opportuna una scuola in cui sia possibile assicurare una formazione differenziata di ragazzi e ragazze.

Proprio perché ne è in gioco l’identità personale di maschio e femmina, in una società confusa e disordinata, c’è bisogno di chiarezza anche su questo punto. Proprio per favorire un profondo lavoro educativo è necessario che i ragazzi possano sviluppare in modo autenticamente armonioso la propria personalità, con il coinvolgimento delle famiglie in prima istanza.

Se la difesa dell’educazione differenziata e specializzata per sesso ha trovato sostegno anche in esponenti del femminismo ed in aree geografiche non cattoliche, ciò significa che i promotori dell’educazione omogenea non sarebbero poi così antiquati e reazionari, come per lungo tempo si è voluto far credere. Molti insegnanti di scuole miste hanno testimoniato e si sono lamentati delle perdite di tempo durante le loro lezioni, causate dalle differenze di criterio nell’apprendimento e nel modo di pensare di maschi e femmine.

Le ricerche più evolute hanno verificato che le donne educate in scuole solo femminili sviluppano maggiore autostima, autocontrollo, competenza e sicurezza. La vera uguaglianza richiede quindi una pedagogia oculata e differenziata, una educazione personalizzata dove venga posto al centro, assieme alla famiglia,la persona (sia maschio sia femmina) con le proprie specificità.

Dal punto di vista legislativo, in Italia, la libertà di insegnamento è riconosciuta dall’articolo 30 della Costituzione, ma è risaputo quanti ostacoli (di natura culturale, sociale ed economica) sono frapposti alla libera scelta educativa da parte delle famiglie. Anche per l’educazione differenziata non ci dovrebbero essere limiti al libero esercizio educativo, come recita l’articolo 2 della Convenzione dell’UNESCO, nel quale si cita come non discriminante il mantenimento di centri di educazione che separano gli alunni di sesso maschile da quelli di sesso femminile, sempre nel rispetto dell’uguaglianza di opportunità.

Di fatto le famiglie soffrono anche in merito alla scelta educativa, che, seppur garantita sulla carta, rimane lontana nei fatti. Allo Stato spetterebbe garantire la libera scelta dei genitori (scuola statale e non, scuola mista e scuola omogenea,becc.), i quali potrebbero e dovrebbero esercitare il proprio improcrastinabile ruolo di principali educatori dei figli.

La centralità della persona, i principii complementari di solidarietà e sussidiarietà riconosciuti e valorizzati dalla Dottrina sociale della Chiesa attengono anche alla libera scelta educativa della scuola ed al coinvolgimento essenziale delle famiglie.

Siamo tutti chiamati a favorire e sviluppare un efficace pluralismo educativo, affinché le famiglie e gli allievi possano esercitare ciò che a loro spetta: un autentico diritto allo sviluppo armonioso delle virtù per concorrere al bene comune, cioè al bene integrale di tutte le persone e di tutta la persona (maschio e femmina).


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