La lunga pausa estiva può diventare una buona occasione per offrire ai propri figli la possibilità di andare a studiare una seconda lingua, di solito l’inglese, sul luogo: non solo Londra, ma anche la campagna inglese, l’Irlanda o, per chi vuole veramente andare lontano, gli Stati Uniti d’America o addirittura l’Australia.
A che età è opportuno che i nostri bambini inizino a viaggiare “da soli”, in gruppi organizzati e per due settimane (quello è il periodo standard) di vacanze studio? Al solito, non esiste una ricetta magica, ma credo che si possa stabilire un’età-soglia, un’età cioè al di sotto della quale non è consigliato mandare i bimbi da soli all’estero: questa età soglia si aggira intorno ai 9-10 anni.
Molto dipende dal bambino che abbiamo intenzione di spedire all’estero, dal suo grado di autonomia(ricordiamo che i bimbi vanno ad alloggiare in una casa e devono essere in grado di gestirsi completamente il guardaroba e la loro igiene personale) e dall’aver già compiuto esperienze fuori casa, lontano da mamma e papà (è stato in vacanza con i nonni per lunghi periodi, è andato qualche volta a dormire da un amichetto?).
Ricordiamo infatti che la vacanza studio è sicuramente un momento prezioso di crescita personale, ma non deve diventare uno shock!
Qui e qui potete trovare le iniziative per i soggiorni all'estero degli studenti Faes!
Venerdì, Sabato 20 ottobre, presso la scuola Monforte di via Ponzio, corso di metodologia dello studio per ragazze/ragazzi di V elementare e III media e per i loro genitori. Il corso sarà tenuto dal Prof. Bramati, che ci ha spiegato inquesto postl'importanza di questo metodo. Nello stesso post troverete anche il racconto di un ragazzo che ha frequentato il corso l'anno scorso e che ci racconta perchè gli è servito. L'evento cercherà di aiutare i ragazzi e i genitori di V Elementare/Primaria ad affrontare nel migliore dei modi gli 8 anni che devono essere affrontati prima dell'esame di maturità. Dalle ore 09:30 alle ore 10:30
Per i genitori e i ragazzi: “L’uso del tempo, lo stare in classe e l’ascolto di un maestro”
Dalle ore 10:30 alle ore 11:30
Per i ragazzi: “La matematica è un problema? È solo una questione di metodo”
Per i genitori: Il primo passo alla conquista dell’autonomia verso la scuola secondaria di I grado
Mentre per chi è alla prese con la fine delle medie, III secondaria, il tema sarà l'esame di terza media e la preparazione al liceo. Dalle ore 10:30 alle ore 11:30
Per i genitori e i ragazzi: “Strategie di studio per la prova orale nelle discipline scientifiche”
Dalle ore 11:30 alle ore 12:30
Per i ragazzi: “Come affrontare la terza media tra programmi, scelte, ripassi e Invalsi”
Per i genitori: “La preparazione all’esame di III secondaria di I grado: un ponte verso la scuola superiore” ATTENZIONE Vi informiamo che è previsto un numero chiuso di partecipanti. Per questa ragione vi consigliamo di affrettare la prenotazione. Qui di seguito trovate la semplice procedura di iscrizione Cliccando su questo linkandate sulla pagina che vi permetterà di iscrivervi. Vi aspettiamo numerosi perché siamo sicuri che eventi del genere offrono ai nostri ragazzi una marcia in più!
Anche quest'anno le scuole Faes di Milano offrono agli studenti di quinta primaria (elementare) e terza secondaria (media) la possibilità di partecipare ad un corso di metodologia dello studio per affrontare l'ultimo anno del loro grado di studi e la nuova avventura con strumenti adeguati.
Ma perché questi corsi sono così importanti? Lo abbiamo chiesto al prof. Marcello Bramati,che è uno dei due organizzatori dell'evento, e a Francesco Tomatis, studente di prima liceo presso la scuola Argonne, che lo scorso anno ha preso parte al corso rivolto agli studenti di terza media. Qui sotto trovate i loro punti di vista e perché consigliano di partecipare ai corsi del 20 ottobre
La sessione autunno 2012 è prevista per sabato 20 ottobre presso la scuola Monforte, via Zanoia angolo via Ponzio.
Ecco qui i due video, sotto trovate poi il testo dell'intervista con il prof. Bramati
Intervista con il prof. Marcello Bramati Che cosa è la
metodologia di studio?
La Metodologia di Studio (MdS) è una disciplina che dovrebbe essere disciolta
nelle ore di spiegazione e negli anni di scuola che si susseguono nella
carriera dello studente. Ciononostante, soprattutto in questi ultimi anni,
risulta necessario presentare ai ragazzi e ai genitori, quando possibile, la
MdStudio in maniera differente, al di fuori delle diverse materie, per
mostrarne l'efficacia. MdStudio è affrontare bene la settimana, migliorare la
qualità del proprio lavoro, saperne gestire la mole. Serve in quinta elementare
così come serve in quarta superiore e, dopo la scuola, nella vita di ogni
giorno.
Perché è utile
dedicare del tempo alla metodologia di studio?
Il MdS è un approccio mentale: avere in casa un
elettrodomestico e usarlo alla buona è un conto, riuscire a sfruttarne le
potenzialità in maniera soddisfacente è un altro. Per farlo, bisogna leggerne
il libretto, dedicare del tempo a comprenderne le funzioni: studiarlo insomma.
La scuola deve farsi carico di insegnare le tecniche necessarie per applicare
lo studio alla vita, cominciando dalle materie scolastiche negli anni
curricolari (attenzione, la scuola deve anche proporre questo modo di intendere
l'impegno quotidiano come vincente!).
Quali sono i
vantaggi che un alunno può trarre dall'avere un metodo di studio?
Il MdS elimina i tempi morti e separa distintamente il momento
dello studio da quello del divertimento: si guadagna tempo, si gioca con la
coscienza a posto, si affina la concentrazione. E non si studia dopo cena!
In che cosa
consiste il corso che offrite agli studenti di Milano?
Il corso è teorico e pratico, rivolto ad alunni e genitori
insieme e poi in sessioni separate: coinvolge i diretti interessati e li mette
dinanzi ai propri doveri e alle diverse opportunità, senza fronzoli.
Ma non sarà mica
noioso questo corso?
Se MdS fosse noioso non lo farei, personalmente! E' utile,
interessante e dice cose vere, per dirla più o meno con Manzoni.
Ma poi oggi è davvero così importante
studiare?
E' così importante fare una gita in montagna con la famiglia o
con gli amici? E partecipare alla Stramilano portandola a termine? E guardare
una partita sapendo di tifare per la squadra nettamente più debole? No, però è
bellissimo; anzi più è faticoso più sarà memorabile, indimenticabile. Studiare
è impegnativo, ma ne vale la pena. Provare per credere.
La Scuola Faes Monforte
organizza
un breve corso di metodo di studio
PER GLI STUDENTI DELLE CLASSI
QUINTA PRIMARIA
sabato 20 ottobre ore 9.30-11.30
scuola Monforte, via Zanoia (ang. via Ponzio)
Titolo:
A studiare s’impara! Come gettare le fondamenta per i prossimi otto
anni di scuola.
ore 9:30
Alunni e genitori:
L’uso del tempo, lo
stare in classe e l’ascolto di un maestro
ore 10:30
Alunni:
La matematica è un
problema? E’ solo una questione di metodo
ore 10:30
Genitori:
Il primo passo alla
conquista dell’autonomia verso la scuola secondaria di I grado
PER GLI STUDENTI DELLE CLASSI
TERZA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
sabato 20 ottobre ore 10.30-12.30
scuola Monforte, via Zanoia (ang. via Ponzio)
Titolo:
L’esame! E adesso?! Strategie possibili per mettere a frutto gli ultimi
mesi in vista dell’esame e della scuola superiore.
Alunni e genitori
Strategie si studio
per la prova orale nelle discipline scientifiche
Alunni
Mettersi alla prova
con l’italiano: la logica sottesa nel test INVALSI.
Genitori
La preparazione
all’esame di III secondaria di I grado: un ponte verso la scuola superiore.
Vi riproponiamo un post apparso sul blog FamiglieFelici, che ci fa riflettere sul cambiamento dell'istruzione e degli insegnamenti nell'era dei digital kids.
La scuola deve essere ripensata? I figli della generazione digitale
sono così diversi da avere bisogno di un modo diverso di insegnamento? Che tipo
di servizio può, o per meglio dire deve, offrire un ambiente educativo i
ragazzi e soprattutto alle loro famiglie?
Questo sono domande che ogni genitore potrebbe essersi posto mentre
considerava la scelta della scuola migliore per i propri figli. In ogni caso è
per rispondere a queste domande che intendiamo investire alcuni post, non
necessariamente di fila, con l’aiuto di Louis Cardona, un creativo ed esperto
educatore che ha messo a punto un innovativo approccio all’educazione dei
ragazzi liceale che prenderà il via a settembre a Lugano.
Louis è da parecchi anni direttore del club giovanile della città svizzera
ed è soprattutto un ottimo osservatore delle sfide e dei cambiamenti che gli
adolescenti stanno affrontando oggi. Iniziamo perciò a chiedergli quali siano
le principali prove che genitori ed educatori devono affrontare oggi per
aiutare i giovani a crescere.
Per poter rispondere a questa
domanda vorrei dapprima precisare come vedo la situazione attuale. Il terzo
millennio avrebbe dovuto essere l’età del divertimento, della felicità, della
libertà totale. Guardatevi in giro e che cosa vedete? Visi sorridenti? No,
piuttosto facce scure, tristi, persone quasi disperate. Apparentemente liberi
da ogni regola ma in realtà preda delle loro passioni. Questa è stata definita
società liquida, grigia, resa fragile dal raggiungimento dei propri desideri
invece che fortificata dalla lotta per conquistare i propri sogni. È piuttosto
l’età del disagio. La questione è una sola: perché è successo? Qual è la
ragione di questa disperazione? Che cosa dobbiamo cambiare? In quale modo
possiamo aiutare i nostri ragazzi ad avere di nuovo la speranza?
E qual è la sua risposta a tutto questo?
Aiutarli a superare tre ostacoli
che ritengo siamo le cause prima di questa situazione.
1. I ragazzi di oggi spesso non sono capaci d’impegnarsi se non ne sentono la
passione: come si fa a studiare quando non si ha voglia? La “ferrea legge della
voglia” rende schiavi di ciò che piace: il dovere del piacere. Il problema maggiore è che molti giovani sono
convinti che fare sempre ciò che piace è il segno della propria libertà: il paradosso della “libertà che rende
schiavi”…
2. L’elettronica ha favorito nei giovani “digital kids” atteggiamenti
dinamici e creativi che spesso sono in conflitto con il modo tradizionale di
fare lezione. Questo porta molti ragazzi validi ad avere un profitto scolastico
insufficiente.
3. Lo sviluppo dei media ha cambiato la modalità di fruizione delle
informazioni anche nei giovani di oggi: se nell’antichità bastava la parola a
trasmettere, e se nell’ultimo millennio era necessaria anche la scrittura, oggi
se il messaggio non è multimediale, se cioè non avvolge tutti i sensi, non
viene raccolto se non in minima parte e viene perso e dimenticato rapidamente.
E le sue soluzioni innovative possono
dare una risposta a questi problemi?
Certo che sì. L’Accademia Everest, che
aprirà i battenti in settembre, e che non è un liceo, è il mezzo che abbiamo
progettato per rispondere a questi tre problemi con tre soluzioni:
1.L’educazione del cuore
2.L’insegnamento proattivo
3.La neuropedagogia
Louis Cardona ci spiegherà come questi tre approcci funzionano in un
prossimo post. Nel frattempo ci farebbe piacere sapere se siete d’accordo con
lui nell’analisi della situazione attuale e nell’individuazione delle sue
cause.
“Chi è chiuso nella gabbia di una sola cultura, la
propria, è in guerra col mondo e non lo sa”.
Robert Hanvey
In una società sempre più multietnica come la nostra,
l’apprendimento della lingua inglese è molto importante, per non dire davvero
indispensabile. Che lo si voglia o meno, l’inglese è diventato la lingua più
utilizzata nel mondo del lavoro e nella comunicazione internazionale e persino
coloro che oggi non ne hanno bisogno non potranno farne a meno domani.
L'uso fluido e corrente della lingua inglese diventerà a breve, se non lo è già diventato, una discriminante per l'accesso al mondo del lavoro: un vero e proprio gateway che respingerà chi non è capace di leggere, comprendere e parlare nella lingua di Shakespeare. O forse per meglio dire quella di Steve Job.
Se non basta parlare del mondo del lavoro è bene sapere che anche il mondo accademico sta abbandonando l'italiano per globalizzarsi. Anche le università italiane hanno iniziato ad uniformarsi al resto d’Europa istituendo corsi di laurea in lingua inglese: all'inizio furono i master, poi i corsi di specializzazione e il secondo biennio, e adesso anche il corso triennale diventato ormai multilingue. La Bocconi vanta il primato per aver introdotto nel 2001 la prima laurea in International Economics and Management. A seguire il Politecnico di Milano e quello di Torino con un progetto integrato con l'Università Jiao Tong di Shanghai. La Sapienza a Roma ha puntato sull'inglese come lingua esclusiva per la laurea in Computer engineering. Oggi ci sono quindi diversi accordi con università straniere per il riconoscimento del doppio titolo.
Ricordate il film di Paolo Villaggio “Io no spik inglish”,
dove l’attore genovese interpretava Sergio Colombo, impiegato di una compagnia
assicurativa assorbita da una multinazionale inglese? Si vedeva costretto a
partire per un corso totale di inglese ad Oxford, dove come compagni di banco
aveva un gruppo di ragazzini delle elementari. Come possiamo evitare che i
nostri figli, tra qualche anno, siano i “Sergio Colombo” del futuro? Anche perché forse non avranno nemmeno l'opportunità data all'impiegato genovese....
Una buona partenza sarebbe quella di cominciare ad
insegnare le prime paroline e le prime semplici regole, ovviamente sottoforma
di gioco, già negli asili nido e nelle scuole materne, cosa che peraltro
avviene già all’estero ed in qualche struttura privata in Italia. Come si dice
“chi ben comincia è a metà dell’opera”. Questo per inculcare già nella testa
dei più piccini quanto sia importante, per il proprio bagaglio culturale e per
il proprio futuro lavorativo, la conoscenza di un’altra lingua (oltre la
propria) e dell’inglese in particolare.
Per prepararsi quindi al meglio al salto all’università le
scuole italiane dovrebbero “insistere” con una sempre maggiore
internazionalizzazione degli alunni. A tal proposito le scuole Faes dispongono
di diversi progetti legati a questo tema.
Si comincia con l'asilo Aurora che insegna molto più che le semplici basi della lingua inglese ai bambini di età prescolare (ma su questo torneremo presto).
Col Centro linguistico Language Point poi, le scuole Faes di Milano hanno strutturato
un'offerta integrata di corsi di lingua inglese per tutti gli studenti,
seguendone lo sviluppo e l'intero percorso formativo, dalla Scuola
dell'Infanzia alla Scuola Superiore; la sinergia tra i docenti madrelingua di
Language Point e i docenti curriculari permette agli alunni di giungere all'acquisizione
di specifiche competenze linguistiche, attraverso un intervento didattico
mirato, con la possibilità di confrontarsi con una vera e propria lezione in
lingua, esattamente come accadrebbe in una scuola estera.
In ultimo, in esclusiva per i Licei Argonne e Monforte di
Milano, l'associazione diplomatici predispone un’attività formativa volta alla
conoscenza del funzionamento delle Nazioni Unite: i ragazzi più meritevoli
avranno così l’opportunità di recarsi al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a
New York, dove discuteranno problematiche di carattere internazionale in
qualità di rappresentanti del loro Paese.
Facciamo dunque in modo che i nostri ragazzi possano dire
“Yes, I do speak english! And american too!"